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18.05.23

Ciclismo e inquinamento, come limitare i danni

I ciclisti che quotidianamente pedalano in città dovrebbere seguire alcune regole per limitare i danni causati dall'inquinamento. Ecco le principali indicazioni. 

Ciclismo e inquinamento, come limitare i danni

Inquinamento, sempre lui

Parlare di inquinamento è diventato ormai quasi superfluo. Si potrebbero citare una quantità di studi pressoché infinita con la certezza di non stupire negativamente nessuno. Tutti noi sappiamo bene in che situazione siamo e, oltre a provare ad inquinare meno, dobbiamo sempre di più imparare a proteggerci. Ciò è particolarmente vero nel caso in cui si compia dell’attività fisica in area urbana, quella dove molti ciclisti si trovano ad esempio per andare al lavoro. 


Quello atmosferico non è purtroppo l’unica tipologia di inquinamento ambientale, nonostante sia il primo degli imputati. I luoghi in cui si forma sono perlopiù le aree urbane e industriali  che creano le cosiddette isole di calore. E’ qui che il particolato tende a depositarsi, qui che i veicoli lo rilasciano e lo sollevano con il loro stesso passaggio, qui che le concentrazioni di CO2 e afa tendono a farsi maggiormente sentire e ad innescare circoli viziosi finalizzati a non renderne percepibili gli effetti (vedi i condizionatori). 

 

Al secondo posto, a detta dell’OMS, c’è l’inquinamento acustico, una tipologia che forse non causa problemi fisici ma ne procura di psicologici anche molto temibili.

Last but not least, i raggi UV, colpevoli di un ruolo nell’assorbimento degli inquinanti, ma lo vedremo meglio più avanti.

Articolo a cura di
Riccardo Asta
@The Times

I ciclisti che quotidianamente pedalano in città dovrebbere seguire alcune regole per limitare i danni causati dall'inquinamento. Ecco le principali indicazioni:


- utilizzare modelli a pedalata assistita;
- indossare una mascherina o dei filtri nasali (per sforzi a bassissima 

   intensità);
- praticare sauna e pulizia del viso.

Perché l’e-bike

Se si parla di inquinamento urbano il vantaggio delle e-bike rispetto alle classiche muscolari è fondamentalmente dato dalla pedalata assistita, che permette di scegliere quanto sforzo fare e quindi in caso di ventilare meno i polmoni.

In mezzo allo smog è un’opzione piuttosto importante, innanzitutto perché ci porta a fare inspirazioni meno frequenti e profonde, in secondo luogo perché possiamo, con moltissima cautela, usare qualche dispositivo di protezione delle vie respiratorie come mascherine e filtri nasali. 

Mascherine e filtri nasali

Il dpi per eccellenza nel caso dell’inquinamento atmosferico è la mascherina. Con la pandemia di Covid-19 abbiamo nostro malgrado imparato a conoscerla, tuttavia esiste ancora un po’ di confusione relativamente al suo corretto utilizzo.

 

Bisogna in primo luogo distinguere le mascherine in base alle particelle che devono trattenere, polveri, vapori, gas, oppure specifiche sostanze. 

Quelle antipolvere si classificano in base alla ormai ben nota classe di protezione Ffp, i cui numeri 1, 2 e 3 definiscono progressivamente la capacità filtrante. Queste maschere effettuano due tipi di filtrazioni, una meccanica, data dalla trama stessa del tessuto, ed una elettrostatica che attrae e trattiene le particelle più piccole di 5 micron.


Le maschere per gas e vapori invece si abbinano a filtri a carboni attivi, un materiale dotato di un'efficienza filtrante molto elevata e vengono suddivisi in base alla sostanza per la quale vengono utilizzati.


Le mascherine per gas e vapori ovviamente non vanno bene per chi pratica sport, ma nemmeno le Ffp sono adatte: esistono però modelli sportivi lavabili creati con materiali appositi che resistono a caldo e umidità. Tuttavia il loro potere filtrante è molto limitato, agiscono più che altro sulla fuoriuscita di droplets (goccioline salivari) ma un minimo di protezione la forniscono, soprattutto se ci troviamo in mezzo ai tubi di scappamento. 

 

Se siamo ciclisti urbani che circolano in e-bike e che quindi gestiscono la propria ventilazione, possiamo permetterci di utilizzare questo tipo di mascherine, tenendo d’occhio il livello di sforzo a cui siamo. Utili contro l’appannamento degli occhiali sono i modelli dotati di valvola. 

Un'altra soluzione, sempre per i soli e-bikers, sono i filtri nasali pensati per trattenere le polveri sottili. Il vantaggio di questi dispositivi rispetto alle mascherine è che non ingombrano il viso e ci permettono di inspirare normalmente dalla bocca qualora dovesse essercene bisogno.

 

@themancompany

Sauna e pulizia del viso

Le sostanze dannose però possono penetrare anche in altri modi, uno di questi è quello transcutaneo. Proprio come delle coperte bianche stese davanti a una strada trafficata che diventano inevitabilmente nere, sulla nostra pelle si accumula tantissima sporcizia. Gli inquinanti si depositano sulle cute, ostruiscono l'ossigenazione dei pori e penetrano a livello microvascolare. Possono nel migliore dei casi creare solo danni estetici, ma a lungo andare sono capaci di interferire anche a livello endocrino. I raggi UV poi, combinandosi con lo smog, ne potenziano gli effetti negativi, peggiorando ulteriormente la situazione. Ciclisti urbani e scooteristi sono tra i più esposti a questo problema, dal momento che si trovano spesso immersi tra le auto.

 

Per proteggersi è fondamentale partire dall’alimentazione che dev’essere ricca di elementi antiossidanti benefici anche a livello polmonare, come ad esempio il betacarotene. Secondariamente è necessario pulire bene il viso due volte al giorno con un latte detergente delicato seguito da un tonico e una crema idratante specifica: quest’ultima dev’essere di due tipi, per il giorno e per la notte, quella diurna deve contenere una protezione solare minima (e vale anche d’inverno).

Settimanalmente poi sarebbe opportuno praticare un leggero scrub e una sauna facciale che allarga i pori e permette agli inquinanti accumulati più in profondità di uscire. Ma anche una sauna totale ogni tanto farebbe molto bene: permette di depurare il fisico e sciogliere bene i muscoli, importante soprattutto per i ciclisti.


Tuttavia non fatevi prendere dal dubbio: un recente studio ha dimostrato che l’esercizio fisico, anche se praticato nel traffico, fa comunque bene ed è preferibile alla sedentarietà. Pedalate sereni quindi, solo con qualche accorgimento in più.